LOGOS ANGELI - GLI ANGELI SI RIVELANO ATTRAVERSO IMMAGINI E MUSICA

LOGOS ANGELI - GLI ANGELI SI RIVELANO ATTRAVERSO IMMAGINI E MUSICA

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di Fabiola Mengoni e Fabio Imbergamo


Con il crescere si rendono conto che è lecito pensare che esista un angelo per ciascuna delle varie esperienze della vita, per cui quando si innamorano si raccomandano all’angelo dell’amore, quando si trovano nel mezzo di un conflitto si affidano all’angelo della guerra, quando vivono momenti di serenità immaginano che un angelo della luce sia lì accanto a loro, quando scende l’oscurità della notte e appaiono i fantasmi degli incubi chiamano dentro di sé l’angelo della notte per giungere incolumi a quando il sole sorgerà per illuminare il nuovo giorno.
In ogni circostanza sembrano esserci figure angeliche che accompagnano e sostengono, talvolta falciano e privano: in ogni caso agiscono a fin di bene.
Antiche tradizioni popolari affermano che per ogni essere umano vivente sulla terra vi siano almeno diciassette angeli a seguirlo durante il pellegrinaggio terreno, prestando assistenza fisica ed emozionale, ispirando pensieri che inevitabilmente si traducono in decisioni causa di conseguenze e  nuove esperienze. Talvolta questi angeli sono chiamati spiriti guida; ma più vicina al cuore risulta la parola angelo, dal greco ángelos e, poi, dal latino angelus: in entrambi i casi il significato è quello di inviato.
Chi invia tali esseri? Si pensa che essi provengano da una realtà più grande e trascendente, in confronto alla quale il mondo terrestre è di dimensioni infinitesimali, e che siano stati inviati da un Creatore che ha tutto l’interesse che le sue creature possano proseguire sicure sul sentiero della vita. Nel corso dei secoli le concezioni religiose delle varie civiltà hanno elaborato sistemi di gerarchie celesti con cui collocare e giustificare la presenza degli angeli ma, aimé, si tratta di concezioni elaborate su un piano intellettivo, per quanto antiche ed autorevoli: la realtà è che pochi, pochissimi, si possono esprimere con sicurezza sulle realtà a cui appartengono gli angeli.
Ciononostante gli esseri umani sono ragionevolmente sicuri che gli angeli esistano e, a volte, vivono esperienze in cui sono protagonisti di miracoli, eventi inaspettati, salvataggi dell’ultimo momento: a chi attribuire tutto ciò? Chi ne potrebbe essere l’artefice? Ecco che il pensiero immediatamente risponde: «È merito di Dio, è grazie a Lui!». Ma tale risposta appare poi piuttosto vaga e, memori delle fiabe e delle storie che ci raccontavano da piccoli, appare alla mente una seconda possibilità, sicuramente più alla nostra portata: «È stato un Angelo!».
Esistono, quindi, gli angeli? Nei labirinti dell’intelletto e della mente razionale la risposta è certamente negativa o, quanto meno, vi è una bassa probabilità della loro esistenza.
Ma se si scavalca la razionalità, e si giunge in regioni dell’essere dove emozioni e pensiero astratto sono di casa, la risposta sarà sicuramente positiva: sì, gli angeli esistono!
Ed è questa seconda area della vasta interiorità umana da cui Fabiola Mengoni e Fabio Imbergamo hanno tratto ispirazione per dare un’immagine e una voce alle figure angeliche di LOGOS ANGELI, in cui vi sono tratti definiti e indefiniti, in cui il maschile e il femminile si confonde, in cui ali e tratti somatici si fondono senza soluzione di continuità, in cui voci e suoni di strumenti musicali divengono irreali e poco identificabili dall’orecchio umano.
Come potrebbe essere la voce di un’angelo? Quale il suo volto? L’artista ha il dono di viaggiare nelle profondità dell’essere e di “riferire” ciò che ha visto e udito: crea così un’opera che offre al mondo, consapevole che non tutti si soffermeranno di fronte ad essa. Ma poco importa: per l’artista l’importante è creare o, sarebbe meglio dire, “tradurre” l’invisibile in visibile.
Una cosa è sicura: il vero artista non mente. Egli racconta ciò che vede in modo sincero, schietto, a volte brutale, con una forza che non deve mai mancare, senza la paura di manifestare emozioni, di declamare pensieri che potrebbero risultare controcorrente. In LOGOS ANGELI l’uso della matita e l’utilizzo di strumenti musicali acustici in unione a quelli elettronici sono i mezzi con cui, meglio di ogni altro, Fabiola Mengoni e Fabio Imbergamo hanno potuto raccontare il viaggio, da loro compiuto in prima persona, alla scoperta delle figure angeliche proposte al pubblico. I due artisti sono certi che ponendosi di fronte a queste opere in modo rilassato e ricettivo, in un ascolto senza tempo condotto non solo con le orecchie fisiche ma con quelle dell’anima, si possa ricevere la consapevolezza di appartenere a una realtà vasta e meravigliosa di cui gli angeli sono messaggeri e portatori di luce.
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